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25.11.08

La città verrà distrutta all'alba - Remake in arrivo

La settimana scorsa è stato reso disponibile per la vendita il dvd di The Crazies, storia di virus e follia diretta da George A. Romero.
La notizia di oggi riguarda la firma di Timothy Olyphant (Live Free or Die Hard, Hitman, High Life) per interpretare il ruolo dello sceriffo che, con un gruppo di uomini non infetti, tenterà di ribellarsi ai militari giunti in città.

Scott Kosar (The Amityville Horror, Non aprite quella porta) e Ray Wright (Pulse) cureranno la sceneggiatura, Breck Eisner (Beyond, Sahara) la regia, mentre la produzione sarà in mano a Michael Aguilar (Contantine, The Departed) e Dean Georgaris (sceneggiatore de The Manchurian Candidate e Paycheck).

La distribuzione di The Crazies, che vedrà Romero nella figura di produttore esecutivo, è prevista per Settembre 2009
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11.11.08

La Top13 di William Friedkin


William Friedkin, autore dei celeberrimi L'Esorcista, tratto dal romanzo omonimo di William Peter Blatty, e Il Braccio Violento Della Legge e, tra i tanti, del meno conosciuto L'Albero Del Male ha recentemente comunicato quali sarebbero quei film horror assolutamente da non perdere.

Al primo posto viene riportato Psycho, capolavoro di tensione di Alfred Hitchcock, primo film capace di spaventare Friedkin, seguito da Alien, claustrofobico sci_fi-horror diretto da Ridley Scott e disegnato da H.R.Giger, e dal capolavoro di Roman Polanski Rosemary's Baby

Tra i successivi dieci film proposti, spiccano il giapponese Onibaba (1964, Kaneto Shindo), La Scala a Chioccola(1946, Robert Siodmak) e Non Aprite Quella Porta (1974, Tobe Hooper).

Su Televisionando l'articolo completo.
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4.11.08

Frontiere(s). La nouvelle vague ai confini dell'inferno


Un enorme prova di forza.
Frontiere(s) (in Italia Frontier(s) - Ai confini dell'inferno) colpisce senza pietà il cinema mondiale e annichilisce ogni speranza di poter competere con quella Francia divenuta ormai la prima potenza mondiale in campo orrorifico.
Il film di Xavier Gens è un pugno allo stomaco, non il più violento e nemmeno il più irresistibile, ma è un colpo tirato con una passione per il genere carica di citazioni, a partire dalle macabre ambientazioni familiari di Non Aprite Quella Porta, passando per la claustrofobia di The Descent, le mutazioni cannibali de Le Colline Hanno Gli Occhi e tante altre. Esteticamente splendido, Frontiere(s) riprende il percorso iniziato da Alexandre Aja (Le Colline Hanno Gli Occhi, Mirrors) con Haute Tension (Alta Tensione) e che sembrava giunto all'apice con la perfezione visiva di A L'Interieur (Inside), riuscendo ad aggiungere alle atmosfere funebri e agli eccessi visivi una sceneggiatura sufficientemente solida, personaggi tridimensionali e richiami socio-politici fin troppo assenti negli ultimi anni.
Non è un film perfetto, non è nemmeno il più violento, ma tutti gli elementi che hanno reso grande il cinema horror sono qui presenti nelle giuste quantità e bilanciati egregiamente.
A me tanto è bastato per applaudire Xavier Gens.
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22.9.08

Non Aprite Quella Porta - Review


DIRECTED BY
Tobe Hooper
WRITING CREDITS
Kim Henkel, Tobe Hooper
CAST
Marilyn Burns
Allen Danziger
Paul A. Partain
William Vail
Teri McMinn
Edwin Neal
Jim Siedow
Gunnar Hansen

L’America getta la maschera.
Il viscido e spocchioso volto perbenista del nucleo famigliare viene lacerato da un colpo di motosega rivelandone la sudicia realtà cannibale, fiera e ghignante.
L’ottimo lavoro di Tobe Hooper ci scaglia violentemente nel cuore dell’America, lasciandoci inermi nei pressi di una polverosa veranda. Sollevandoci dalla polvere, respiriamo a fatica il caldo afoso, ci passiamo una mano sul collo sudato, lasciamo correre lo sguardo nella desolazione della campagna. Il silenzio ci attira verso la casa. Ansimiamo, muovendoci.
Ansimiamo spingendo la porta.
Ansimiamo osservando i corpi nell’atrio, i corpi dell’ipocrisia.
I nostri corpi macellati.
Il rombo di una motosega.

Ansimiamo un’ultima volta, un attimo prima di venire colpiti allo stomaco dalla violenza di questo lungometraggio, dalla furia suggerita dalle immagini eccessive ma mai esplicite, dall’atmosfera rancida che Hooper ci obbliga a respirare, premendoci il viso sulle carcasse. Il rumore claustrofobico della motosega ci opprime per tutta la durata degli insopportabili 84 minuti di proiezione. Le urla di Marilyn Burns sconvolgono e distorcono le tre dimensioni stritolandoci e impedendoci la fuga.
Tobe Hooper confeziona un prodotto impareggiabile sfruttando gli sfoghi privati della famiglia oppressa dalla società, prendendo spunto da Craven e dal suo eccellente L’Ultima Casa A Sinistra (1972) per l’utilizzo di una fotografia gelida e realistica (si giro` il film in 16mm per poi “dilatarlo” in 35mm con conseguente effetto sgranato e di imperfezione della luminosità), e modellando uno dei boogeymen piu` terrificanti della storia del cinema.
Un Capolavoro inarrivabile.


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